Intervista a David Rubín

In occasione della nuova edizione de La sala da tè dell’orso malese ecco un’esauriente intervista.

#Qual è l’origine della velata malinconia che aleggia nelle tue storie? Da dove viene e dove ci porta?
David Rubín- La sala da tè dell’orso malese racconta le difficoltà, i problemi e i sentimenti nostalgici delle persone comuni, ma con un velo di speranza. L’orso Sigfrido è quasi uno psicologo volontario che fa crescere nei suoi “ospiti-pazienti” la fiducia nella solidarietà fra vicini. La sala da tè è nata in un momento buio della mia vita, in cui avrei avuto bisogno di un amico come Sigfrido e di un posto come la sala da tè in cui rifugiarmi e trovare sollievo alle mie sofferenze e ai miei pensieri quotidiani.

#Quale, tra i tanti personaggi che si trovano a passare nella sala da tè dell’orso malese, è quello a cui sei più affezionato?
D. R. – In realtà non sono affezionato ad un personaggio in particolare, in origine al posto di Sigfrido c’erano una Medusa ed un Supereroe cieco; La sala da tè dell’orso malese è nato come una storia a puntate su una rivista a fumetti spagnola. Nel momento in cui è divenuto un graphic novel i personaggi sono cambiati totalmente. Ora che ci penso sono più affezionato alle tetería, al luogo più che ai suoi ospiti.

#Passi con disinvoltura dal cinema di animazione al fumetto. Cosa passa del fumetto nel tuo cinema e viceversa? Quale dei due linguaggi riesce a esprimere meglio le voci che abitano il fondo della tua mente?
D. R. – Mi ritengo un regista più che un autore di fumetti. Per esprimersi con il fumetto bisogna conoscere e apprendere i segreti e le capacità delle altre arti affini. Non credo che il cinema esprima meglio del fumetto i miei più profondi pensieri o viceversa. Racconto ogni idea, ogni storia con il mezzo che la può far arrivare al pubblico nel modo migliore. Nel linguaggio che la può far comunicare pienamente.

#Nei tuoi graphic novel sembrano echeggiare elementi presi dal cinema e dalla letteratura. Quali sono i tuoi modelli?
D. R. – Sono un amante del cinema italiano d’autore: Fellini, Pasolini e Rossellini; ma la mia vera passione è la mitologia.

– Dove si è mai visto? Un supereroe cieco!!

La sala da tè dell’orso malese nasce da una serie di storie brevi, apparse in precedenza su varie riviste e ma rielaborate e riscritte dall’autore in conformità stilistica. La vitalità del segno dell’autore, questa volta nel bianco e nero, giocando di contrasto genera un sentimento estraniante e unico che conquista alla prima lettura.

Si affacciano anche in questo volume, come succede spesso nelle opere di Rubín rimandi e citazioni, che i lettori possono divertirsi a scoprire.

La sala da te dell'orso malese David Rubin

La nuova grafica per la ristampa

Per tutti i fan e i collezionisti che non vogliono perdere neanche un disegno del loro autore preferito, segnaliamo anche che questa nuova edizione del volume riporta una rivisitazione della veste grafica, in particolare per la quarta di copertina, di cui riportiamo un piccolo assaggio!

La sala da tè dell'orso malese di David Rubin

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