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Anteprima de La sala da tè dell’orso malese

Per i più curiosi cliccando sull’immagine si verrà trasferiti sull’antepima del graphic novel La sala da tè dell’orso malese.

Anteprima de La sala da tè dell'orso malese

Anteprima de La sala da tè dell’orso malese

Intervista a David Rubín

In occasione della nuova edizione de La sala da tè dell’orso malese ecco un’esauriente intervista.

#Qual è l’origine della velata malinconia che aleggia nelle tue storie? Da dove viene e dove ci porta?
David Rubín- La sala da tè dell’orso malese racconta le difficoltà, i problemi e i sentimenti nostalgici delle persone comuni, ma con un velo di speranza. L’orso Sigfrido è quasi uno psicologo volontario che fa crescere nei suoi “ospiti-pazienti” la fiducia nella solidarietà fra vicini. La sala da tè è nata in un momento buio della mia vita, in cui avrei avuto bisogno di un amico come Sigfrido e di un posto come la sala da tè in cui rifugiarmi e trovare sollievo alle mie sofferenze e ai miei pensieri quotidiani.

#Quale, tra i tanti personaggi che si trovano a passare nella sala da tè dell’orso malese, è quello a cui sei più affezionato?
D. R. – In realtà non sono affezionato ad un personaggio in particolare, in origine al posto di Sigfrido c’erano una Medusa ed un Supereroe cieco; La sala da tè dell’orso malese è nato come una storia a puntate su una rivista a fumetti spagnola. Nel momento in cui è divenuto un graphic novel i personaggi sono cambiati totalmente. Ora che ci penso sono più affezionato alle tetería, al luogo più che ai suoi ospiti. Continua a leggere…

La sala da tè dell’orso malese

La sala da tè dell'orso malese

La sala da tè dell’orso malese

Una sala da tè – in realtà l’ambulatorio psico-animico dell’orso Sigfrido – è lo spazio intorno al quale ruotano le storie visionarie di questo graphic novel di David Rubín, il secondo pubblicato dalla Tunué dopo il commovente Dove nessuno può arrivare.

Il bonaccione Sigfrido, specialista in infusioni e nella creazione di strani liquori, incontrando personaggi di ogni tipo che con la scusa di prendere un tè finiscono per raccontargli la loro vita, intrattiene il lettore con storie di amore e disamore, con i racconti più vari ed emozionati, velati da una lieve malinconia per lontane felicità.

La vitalità del segno di Rubín, giocando di contrasto, genera un sentimento estraniante e unico che conquisterà il lettore.

«Dietro il geniale Dove nessuno può arrivare David Rubín riesce a confermarsi come uno degli autori spagnoli più interessanti. Storie brevi cariche di energico e rabbioso lirismo, con un sviluppo grafico che imprigiona la retina e intrighi che costringono alle lacrime».
Andrés S. Braún, El Pais

David Rubín

David Rubín (1977) studia design grafico alla scuola di arte Antonio Faílde.

Nel 2006 vince il primo Premio come miglior fumetto al festival de La Coruña e ottiene una nomination come miglior autore rivelazione al Salone internazionale del fumetto di Barcellona con la storia Dove nessuno può arrivare, pubblicata in Spagna e poi tradotta in Francia e in Italia (Tunué, 2007).

Il suo graphic novel, La sala da tè dell’orso malese (Tunué, 2009) ha vinto il premio “Autore rivelazione” al Salone del Fumetto di Barcellona e i Premi della Critica 2007 nella categoria “Miglior opera dell’anno”.

Nel 2011 è uscita la prima parte del mastodontico L’Eroe, opera in due tomi che analizza in chiave postmoderna la figura dell’eroe mitologico.

Membro fondatore e disegnatore attivo del collettivo di autori di fumetto Polaqia, attualmente Rubín concilia il suo lavoro come autore di fumetto e illustratore con quello di regista di cinema di animazione per la casa di produzione Dygra Films.