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La sala da tè dell’orso malese

La sala da tè dell'orso malese

La sala da tè dell’orso malese

Una sala da tè – in realtà l’ambulatorio psico-animico dell’orso Sigfrido – è lo spazio intorno al quale ruotano le storie visionarie di questo graphic novel di David Rubín, il secondo pubblicato dalla Tunué dopo il commovente Dove nessuno può arrivare.

Il bonaccione Sigfrido, specialista in infusioni e nella creazione di strani liquori, incontrando personaggi di ogni tipo che con la scusa di prendere un tè finiscono per raccontargli la loro vita, intrattiene il lettore con storie di amore e disamore, con i racconti più vari ed emozionati, velati da una lieve malinconia per lontane felicità.

La vitalità del segno di Rubín, giocando di contrasto, genera un sentimento estraniante e unico che conquisterà il lettore.

«Dietro il geniale Dove nessuno può arrivare David Rubín riesce a confermarsi come uno degli autori spagnoli più interessanti. Storie brevi cariche di energico e rabbioso lirismo, con un sviluppo grafico che imprigiona la retina e intrighi che costringono alle lacrime».
Andrés S. Braún, El Pais

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Dove nessuno può arrivare

Dove nessuno può arrivare

Dove nessuno può arrivare

David Rubín, in Dove nessuno può arrivare, descrive una situazione al limite del reale, una storia d’amore intensa e profonda.

La supereroica umanità e l’immenso amore di un uomo in lotta contro le forze oscure della mente e della realtà. Una storia intensa, una visione intima e lirica, ricca di una struggente «poetica del perdente», dove le esperienze personali si intrecciano con lo strano percorso della vita.

David Rubín illustra con maestria un universo narrativo pieno d’amore e solitudine, desiderio e illusione, gioia e sofferenza, che in un crescendo emozionale, e attraverso piani multipli di lettura, ci porta lì Dove nessuno può arrivare.

«È stata una gioia leggere quest’opera! David Rubín dà prova di dominare i codici della narrazione, come disegnatore e come sceneggiatore. La storia riesce a trasmettere una tenerezza che in nessun momento diventa sdolcinata o nauseante. È un lavoro contenuto, con pochi personaggi e una struttura ambiziosa molto ben intrecciata. Ha qualcosa che personalmente ritengo molto speciale in narrativa: tempo e silenzi».
Dalla prefazione di Miguelanxo Prado